Il Piano Casa approvato in via definitiva “parte da un presupposto sbagliato, cioè che il problema dell’emergenza abitativa si risolva costruendo nuovi alloggi senza intervenire su ciò che già esiste”. È la posizione espressa in una nota da Fabio Pucci, presidente nazionale dell’UPPI (Unione Piccoli Proprietari Immobiliari), che invita il Governo a concentrare l’attenzione sul patrimonio immobiliare inutilizzato e sulle difficoltà dei piccoli proprietari.
Secondo Pucci, sono “centinaia di migliaia” gli immobili che oggi non vengono immessi sul mercato della locazione perché i proprietari “non si fidano di questo sistema”. Una diffidenza che, a suo giudizio, deriva dalla mancanza di adeguate garanzie.
“La verità scomoda – afferma – è che senza la certezza del rilascio dell’immobile alla fine della locazione, senza una tutela economica del proprietario e senza incentivi reali alla locazione, gli immobili continueranno a restare vuoti, così come certe promesse.”
Il presidente dell’UPPI riconosce tuttavia alcuni aspetti positivi del provvedimento, in particolare l’impegno a recuperare i circa 60 mila alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) oggi inagibili o occupati abusivamente.
Per affrontare concretamente la carenza di abitazioni, Pucci rilancia le proposte avanzate dall’associazione già un anno fa e ribadite anche durante l’esame parlamentare del Piano Casa. Tra queste, la semplificazione del recupero degli immobili sfitti attraverso una sanatoria edilizia mirata alle violazioni minori, subordinata però al riaffitto degli alloggi così recuperati.
“I piccoli proprietari – sottolinea – sono pronti a discutere canoni sostenibili, purché venga garantito che, al termine del contratto di locazione, l’immobile torni nella piena disponibilità del proprietario.”
Infine, il presidente nazionale dell’UPPI individua nella morosità uno dei principali ostacoli alla rimessa sul mercato delle abitazioni sfitte. Da qui la richiesta di un intervento pubblico a tutela dei proprietari oppure di procedure di sfratto più rapide nei confronti di chi non paga il canone.
Secondo l’associazione, solo un quadro normativo che garantisca certezza dei tempi, tutela della proprietà e incentivi efficaci potrà convincere i piccoli proprietari a rimettere sul mercato migliaia di alloggi oggi inutilizzati, contribuendo così ad alleviare l’emergenza abitativa senza consumare nuovo suolo.