Il superbonus non trova pace

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Il superbonus 110% compie due anni. Rispetto alla sua prima versione originaria, entrata in vigore il 19 maggio 2020, l’articolo 119 del decreto legge 34/2020 è stato modificato ben 14 volte. Mediamente siamo di fronte ad una modifica ogni 52 giorni. Considerato che i lavori edili agevolati sono di ampia portata e comportano tempi di realizzazione di svariati mesi, non esiste un cantiere del superbonus che non abbia visto modificarsi la normativa di riferimento almeno due o tre volte, dall’inizio alla fine degli interventi.
Quattordici interventi
Il quadro che ne emerge è quanto meno sconcertante. I quattordici interventi normativi che hanno inciso, in alcuni casi anche in maniera radicale sull’assetto normativo del superbonus 110%, sono rappresentanti in massima parte dalla decretazione d’urgenza (decreti legge) mentre solo in tre casi le modifiche sono arrivate per effetto di una legge ordinaria. Due delle tre leggi che hanno modificato il 110% sono peraltro le leggi di bilancio 2021 e 2022 (legge 178/2020 e legge 234/2021).
Dal punto di vista della scansione temporale sono 4 le modifiche al superbonus apportate nel 2020, sei quelle del 2021 e già quattro quelle di competenza dell’anno in corso. Nonostante si tratti di una norma molto “giovane” il peso delle modifiche a getto continuo si fa pesantemente sentire.
Cessione o sconto
Non va meglio per l’altra norma “gemella” del superbonus, il famoso articolo 121 del DL 34/2020 che ha previsto la possibilità di monetizzare i bonus edilizi attraverso la cessione e lo sconto in fattura. Anche tale disposizione normativa conta nove versioni rispetto al testo originario, entrato anch’esso in vigore il 19 maggio 2020.
Scorrendo le 14 modifiche normative all’articolo 119 del DL 34/2020 risulta difficile trovare un filo conduttore.
In alcuni casi si è trattato di interventi correttivi la cui finalità era quella di precisare meglio l’ambito e la portata applicativa della disposizione in commento. Vanno in questo senso, fra le altre, le modifiche apportate dalla Legge del 17/07/2020 n. 77 con la quale sono stati specificati i requisiti per l’accesso al superbonus anche da parte delle unità immobiliari situate all’interno di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno.
Rischio frodi
In altri casi invece si è trattato di interventi finalizzati a ridurre i rischi di frodi o di utilizzi indebiti dell’agevolazione. In questo senso l’intervento del cosiddetto Decreto Antifrodi (il decreto legge 11 novembre del 2021, numero 157 poi trasfuso nella legge di bilancio 2022) che ha introdotto l’obbligo dell’asseverazione di congruità delle spese e del visto di conformità anche per la cessione di bonus diversi dal 110%, nonché l’obbligo di assoggettare al visto di conformità anche l’utilizzo diretto del superbonus nella dichiarazione dei redditi (per le spese sostenute a far data dal 12 novembre 2021).
In questi due anni il successo del superbonus è sotto gli occhi di tutti. Dopo un primo periodo di assestamento e studio coincidente, di fatto, con i primi mesi del 2020, l’avvio dei lavori agevolati ha fatto registrare numeri da capogiro per l’economia italiana, soprattutto nel primo semestre 2021, trainando la ripresa.
Il fatidico novembre del 2021
Fino all’intervento del Decreto Antifrodi, anche i meccanismi dello sconto in fattura e della cessione dei crediti a favore del sistema bancario, erano ben rodati e assicuravano tempi certi di realizzo che garantivano alle imprese esecutrici una congrua programmazione degli interventi e il rispetto delle tempistiche previste.
Poi a partire da quel fatidico 12 novembre 2021 il superbonus ha iniziato a pagare per colpe non sue.
Per il 110% si è parlato, davvero a sproposito, di una “frode mai vista” quando in realtà, secondo i numeri ufficiali forniti dall’Agenzia delle entrate, le operazioni fraudolente commesse nell’ambito del superbonus sono state soltanto il 3% del totale delle frodi accertate.
Da quel momento, a torto o a ragione, sul superbonus hanno iniziato ad addensarsi nubi pesanti che, a tutt’oggi, stanno mettendo in serie difficoltà la sopravvivenza delle imprese che in tale ambito hanno investito.
Bilancio in chiaroscuro
È soprattutto il blocco nell’acquisizione dei crediti da parte di molti istituti di credito che sta creando enormi difficoltà all’intera filiera delle costruzioni delle quali, almeno fino a oggi, non si vede una rapida soluzione.
È dunque un bilancio in chiaro scuro quello dei primi due anni del Superbonus. Tocca al legislatore decidere le sorti di questa agevolazione. Farla arrivare velocemente al capolinea creando in minori disagi possibili per le imprese e i fruitori della disposizione o restituire slancio – e soprattutto certezze – all’intera filiera delle costruzioni.
fonte italiaoggi

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