Superbonus, emendamenti: le novità in arrivo

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Dopo il via libera a una serie di proposte di modifica (oltre a barriere architettoniche ed edilizia libera anche l’integrazione delle Cilas) e l’accantonamento di una serie di emendamenti, tra i quali quello sul sismabonus e le case popolari, i lavori sono stati sospesi giovedì scorso sulla proposta del relatore riguardante i crediti maturati sulle spese 2022. Il governo lavora a una soluzione su questo punto che potrebbe ampliare il termine per la comunicazione all’Agenzia delle entrate attraverso lo strumento della remissione in bonis consentendo dunque la comunicazione della cessione in sede di dichiarazione dei redditi (e dunque entro il 30 novembre). Il testo dovrebbe approdare in Aula il 29 marzo.

Le ipotesi sul tavolo

Tramonta l’ipotesi di poter estendere a 10 anni il periodo per consentire ai privati di recuperare in detrazione le spese del superbonus. Il pacchetto di emendamenti riformulati al decreto superbonus, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari e di governo, non conterrà infatti questa ipotesi, che era allo studio con l’obiettivo di sostenere chi ha redditi più bassi. Questa possibilità sarà invece garantita a banche e imprese che hanno acquistato crediti: un emendamento riformulato riapre infatti la possibilità (già prevista dall’Aiuti quater) di fruire dei crediti non ancora utilizzati in 10 rate annuali.

Dove resta lo sconto in fattura

Si va verso il ripristino dello sconto in fattura e della cessione del credito per gli istituti per le case popolari (Iacp), le onlus e il terzo settore. Un emendamento riformulato al decreto sulla cessione dei crediti del superbonus esclude dal blocco questi tre soggetti, che devono risultare – si precisa nel testo – “già costituiti alla data di entrata in vigore” del decreto. La modifica riformula 33 emendamenti presentati un pò da tutti i partiti, sia di maggioranza che di opposizione: nel testo si precisa che il parere favorevole ai 33 emendamenti è subordinato a questa riformulazione. La modifica sarà sottoposta domani all’esame della commissione Finanze della Camera, che riprende le votazioni sugli emendamenti, ma su questo tema era già stato trovato un accordo di massima nei giorni scorsi.

Tra le diverse opzioni su cui si sta lavorando per risolvere il nodo dei crediti incagliati, allo studio vi sono alcune soluzioni che riguardano l’eventuale ricorso agli F24, sui quali è in corso un approfondimento sui meccanismi e ricadute; la possibilità per le banche che a fine anno non sono riuscite a esaurire i crediti di convertirli in Btp a 10 anni. Sullo sfondo resta l’ipotesi di una piattaforma di vendita gestita da una partecipata dello Stato.

Nel pacchetto manca però la misura per i redditi più bassi per spalmare su 10 anni il recupero in detrazione delle spese del superbonus, denunciano alcuni partiti di opposizione. La misura, secondo quanto si apprende, avrebbe richiesto coperture che al momento sono considerate da rinviare a dopo il Def.

Fonte: Quifinanza.it

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