Immobili con doppia rendita

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Per ogni unità immobiliare, in aggiunta alla rendita catastale, negli atti catastali dovrà essere indicata una ulteriore rendita aggiornabile ai valori immobiliari correnti che tenga conto della omogenea collocazione territoriale, delle destinazioni d’uso e dell’unità di consistenza. Confermata anche la trasparenza massima in tema di consultazione delle banche dati immobiliari disponibili (banca data OMI, in particolare). Questo ciò che si evince dal testo della legge delega di riforma fiscale come modificato dall’accordo di maggioranza (si veda ItaliaOggi del 2/6/2022 e 7/5/2022).
Preliminarmente, si evidenzia che, in aggiunta alle indicazioni fornite con la delega sono stati fissati anche alcuni principi e criteri che dovranno caratterizzare la modernizzazione degli strumenti di mappatura e di revisione del compendio immobiliare nazionale.
L’obiettivo, non celato, è principalmente quello di modernizzare gli strumenti di individuazione e qualificazione nonché di controllo dei terreni e dei fabbricati collocati sul territorio nazionale, cercando di intercettare gli immobili non censiti correttamente o abusivi introducendo, in tale ultimo caso, anche specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento per i comuni interessati.
A tal fine, infatti, è stata introdotta la previsione di strumenti destinati a facilitare e accelerare l’individuazione e il corretto classamento degli immobili non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la destinazione d’uso o la giusta categoria catastale mentre, con riferimento ai terreni, si rende necessario intercettare e qualificare le aree edificabili accatastate ancora come terreni agricoli.
Si prevede, in aggiunta, di introdurre modelli organizzativi che facilitino la condivisione dei dati e dei documenti tra l’Agenzia delle entrare e gli uffici comunali di competenza, naturalmente in via telematica.
Ma la vera novità riguarda l’integrazione, da attuare con futuri decreti legislativi, delle informazioni già presenti in catasto a partire dall’1/01/2026 nella considerazione, però, che le ulteriori informazioni non potranno essere utilizzate ai fini della determinazione della base imponibile dei tributi, quando quest’ultima si fonda sull’utilizzo dei valori catastali, e, novità dell’ultimo minuto, non potranno essere utilizzate “per la determinazione delle agevolazioni e dei benefici fiscali”; quindi, la nuova valorizzazione resta, almeno sulla carta e attualmente, totalmente neutrale ai fini dell’impatto fiscale.
Ma, sebbene non si parli più di revisione delle rendite e di conseguente aggiornamento, nella versione in commento della delega resta in piedi, in aggiunta all’attuale valorizzazione basata sulla rendita, anche l’indicazione di una ulteriore rendita (non più qualificata come “valore patrimoniale”), suscettibile di sistematici aggiornamenti (periodico aggiornamento), determinata utilizzando i criteri, di cui al dpr 138/1998, ovvero del regolamento recante le norme per la revisione generale delle zone censuarie e delle tariffe d’estimo delle unità immobiliari urbane.
La detta nuova rendita dovrà tenere conto, quali ulteriori novità introdotte nella più recente versione, dell’articolazione del territorio comunale in ambiti omogenei di riferimento, della rideterminazione delle destinazioni d’uso, con distinzione tra ordinarie e speciali, dell’adozione di unità di consistenza per gli immobili di tipo ordinario, e, per le unità riconosciute di interesse storico o artistico, di cui all’art. 10 del dlgs 42/2004, dell’introduzione di riduzioni del reddito imponibile che tengano conto dei particolari e più gravosi oneri per la relativa manutenzione e conservazione, nonché della complessità dei vincoli imposti alla destinazione, all’utilizzo, alla circolazione giuridica e al restauro. Infine, il governo è autorizzato, con la detta delega, a prevedere procedimenti amministrativi semplificati e modalità di collaborazione tra comuni e Agenzia delle entrate e a utilizzare il maggior gettito, derivante dalle attività di accertamento (immobili non regolari, censiti erroneamente o abusivi) alla riduzione della tassazione degli immobili collocati, principalmente, nelle aree interessate alle dette azioni di accertamento e recupero gettito.
Fonte: italiaoggi

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