Si è svolto a Reggio Calabria il Convegno nazionale Uppi dedicato al “Salva Casa”, varato per semplificare e regolarizzare le piccole difformità edilizie presenti in milioni di immobili italiani. L’iniziativa ha registrato una grande partecipazione e ha visto in una sala gremita la presenza di istituzioni, esperti del MIT, giornalisti de “Il Sole 24 Ore” e rappresentanti degli Ordini Professionali, chiamati a fare il punto sulle criticità e sull’applicazione concreta della legge.
L’incontro ha evidenziato un quadro complesso: da un lato il forte entusiasmo iniziale per un provvedimento capace, almeno nelle intenzioni, di sbloccare compravendite, mutui e interventi edilizi oggi frenati da irregolarità spesso minime; dall’altro l’emergere, già dalle prime settimane di applicazione, di criticità che preoccupano tecnici, amministrazioni e cittadini.
“Il salva casa lo avevamo immaginato come una norma semplice che potesse facilmente regolarizzare una banale difformità, quale la chiusura di un balcone, la divisione di un salone, un ripostiglio realizzato all’interno dell’immobile, semplice perché per noi l’abitazione rappresenta la famiglia. Noi confidiamo che tutte le criticità della norma evidenziate possano essere oggetto di riflessione da parte del Governo. Chiediamo solo regole semplici, non costruiamo per speculare solo per abitare, non siamo palazzinari, siamo piccoli proprietari.” – ha evidenziato nel suo discorso di apertura dei lavori l’avv. Giovanni Violi, Vicepresidente Nazionale Uppi. –


Secondo gli esperti intervenuti, il “Salva Casa” ha il merito di aver rimesso al centro il tema della semplificazione urbanistica e della necessità di una normativa chiara per affrontare le difformità storiche, spesso frutto di modifiche eseguite decenni fa in buona fede e con regole meno rigorose. Tuttavia, molti passaggi della legge rimangono di difficile interpretazione, soprattutto nel rapporto con le normative regionali e con la disciplina dei titoli abilitativi antecedenti al 1977.

Gli Ordini Professionali hanno sottolineato come la mancanza di linee guida operative uniformi rischi di generare applicazioni diverse in ambiti regionali e comunali, con possibili disparità di trattamento e un aumento della mole di lavoro per gli uffici tecnici già in difficoltà.

In merito è emersa la necessità di ulteriori chiarimenti tramite circolari interpretative, utili a garantire un’applicazione omogenea del provvedimento su tutto il territorio nazionale.

Dal confronto è affiorata inoltre la preoccupazione per la possibile illusione, diffusa tra molti cittadini, che il “Salva Casa” possa sanare qualsiasi irregolarità: una percezione errata che rischia di creare aspettative eccessive e contenziosi futuri. Si è evidenziato e ricordato che il provvedimento non rappresenta un condono generalizzato, ma un insieme di misure circoscritte volte a risolvere situazioni specifiche e limitate.
Il Convegno Uppi di Reggio Calabria ha confermato il ruolo centrale del dialogo tra istituzioni, professionisti e associazioni di categoria per rendere realmente efficace la nuova legge. L’obiettivo comune è quello di trasformare il “Salva Casa” da promessa a opportunità concreta, garantendo certezze normative e procedure snelle, nell’interesse dei proprietari, dei tecnici e dell’intera filiera edilizia. L’incontro ha certamente rappresentato un passo importante, offrendo una panoramica autorevole e aggiornata e un confronto costruttivo su una legge destinata a incidere in modo significativo sul patrimonio edilizio italiano.
